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Storia di Salerno

 

Nel 197-194 a.c. i Romani dedussero una colonia marittima su un insediamento già esistente di un loro presidio militare che era stato impegnato nella guerra contro I Piceni: tale colonia "ad castrum Salerni", successivamente Salernum, si presume desse origine all’attuale città di Salerno. La scelta fu proposta dal tribuno Caio Atinio motivadola con la necessità di una presenza organizzata del governo di Roma sul territorio per contenere l’aggressività dei Picentini, deportati nell’area salernitana dalle Marche nel 268 a.C.
Bisogna dire che però reperti archeologici rinvenuti nell’attuale Fratte e lungo il corso del Fiume Irno fanno risalire già al X sec. a.C. l’insediamento di diverse popolazioni indigene. Ricca di reperti è anche tutta una zona che va dall’Irno all’attuale Pontecagnano. Tombe antiche che si fanno risalire al XII secolo a.C. testimoniano secondo gli storici che tale area era fortemente abitata da popolazioni di varia origine dedite soprattutto al commercio.

Non è un caso che proprio a Pontecagnano, secondo alcuni, sorse il più importante insediamento etrusco, l’antica Amin, che rappresentava, insieme all’Antica Marcina (oggi Marina di Vietri sul Mare) il centro degli affari dellla civiltà Etrusca tra la Toscana, il Lazio e le Marche.
Sotto il potere dei Romani cominciò per Salerno un’epoca di ordine e sviluppo territoriale.

Tutta l’area della Valle dell’Irno (Pellezzano, Faiano, Acigliano, Fisciano, Gaiano) veniva divisa in centurie e molte famiglie romane si trasferirono nella zona, costruendo numerose ville patrizie, di cui sono state reperite tracce importanti e sufficienti a ripercorrerne la storia.
Particolare importanza riveste il ritrovamento dei resti di una villa romana in zona S.Leonardo di Salerno che dimostra la grande maestria raggiunta dai romani nelle costruzioni di tipo residenziale.

Altri resti di ville romane sono stati ritrovati a Positano, Minori, Baronissi (Ville di Sava).
Al fiorire della cultura e delle arti, si sviluppava il culto pagano e venivano costruiti anche templi dedicati alle varie divinità, oltre a palazzi sontuosi, il Circo, il Foro e di cui ormai esistono solo reperti come ad esempio una fontana che oggi trovasi collocata, dopo averla asportata da Salerno, nella Villa Comunale di Via Caracciolo a Napoli.

La città di Salerno viveva gli avvenimenti dell’Impero romano, subiva la persecuzione contro i Cristiani fra cui martiri tre concittadini, Fortunato, Gaio e Ante, decapitati per ordine del proconsole romano Leonzio.
Salerno invasa poi dalle orde barbariche e semidistrutta, a seguito della sconfitta dei Romani, fini sotto il potere di Odoacre (nel 476) e di Teodorico nel 493. Sono poi poche le notizie che si hanno fino alla guerra gotico-bizantina nel corso della quale Salerno fu occupata da Bellisario nel 536, da Totila nel 541 ed infine da Narsete nel 552.
Dopo quasi un secolo di dominazione bizantina fu conquistata dai Longobardi ed annessa all’esistente Ducato di Benevento nel 646.

Arechi II, duca di Benevento, trasferì temporaneamente il Ducato a Salerno per difendersi dalla avanzata di Carlo Magno, ritenedo la città un punto strategico di comunicazione e di difesa.
Nel 839, in seguito alla guerra civile scoppiata alla morte del Duca Sicardo, si staccò dal Ducato di Benevento e divenne un principato indipendente, rimanendo tale fino fino al 1077.

Tra il IX e X secolo, attaccata spesso dai Saraceni (nell’871-872 subiva un lungo assedio, dal quale venne liberata dall’intervento dell’Imperatore Ludovico II).
Nell’XI secolo, Capitale di Stato, sede di una importante Scuola di Medicina, attivo centro commerciale, Salerno divenne la più importante città dell’Italia Meridionale, continuando ed accrescendo la sua importantanza anche dopo la conquista normanna compiuta da Roberto il Guiscardo nel 1077.
A Salerno, sotto il Regno del Guiscardo fu ospitato il papa Gregorio VII, esule da Roma che vi morì nel 1085.


Salerno, benchè fiorente anche durante il Regno Normanno di Sicilia, nonostante la capitale fosse stata trasferita a Palermo (1127), iniziò la sua decadenza dopo la sfortunata resistenza a Enrico IV di Svezia e conseguente devastazione (1194).
Nel 1224 con l’istituzione della Università di Napoli per opera di Federico II, viene segnata definitivamente anche la fine della Scuola Medica Salernitana.
Dopo qualche cenno di timida ripresa economica della città sotto il governo di Manfredi, nel 1266 con l’avvento degli Angioni che diedero grandissimo impulso alla città di Napoli, Salerno ripiombava in un periodo di opacità.

Nel secolo XV e XVI venne infeudata agli Orsini, ai Colonna, ed ai Sanseverino e fu affrancata nel 1550 sotto il dominio spagnolo.
La vita della città in sintesi non ha vissuto mai lunghi periodi di stabilità e serenità a causa anche di lotte fra nobili famiglie del circondario per l’accaparramento del dominio negli scambi commerciali, soprattutto nel settore dei commerci marittimi.

Nel 1647, nel corso dell’insurrezione napoletana agli spagnoli, Salerno veniva assaltata da soldati spagnoli in rivolta e saccheggiata. Nel 1799 aderì alla Repubblica Partenopea, subendo poi la reazione della famiglia borbonica.
Insieme al Regno delle Due Sicilie fu annessa alla Casa Sabauda nel 1860.
Fra i 1943 e il ‘45 le truppe alleate effettuarono un’operazione anfibia utilizzando corpi d’armata americani e britannici per bloccare la ritirata dei tedeschi ed avanzare verso Napoli.
L’operazione, denominata "Avalanche", si avvalse di imponenti forze navali (624 mezzi) che partirono dai porti di Orano, Biserta, Tripoli e Palermo e furono attaccate dalla contraerea nemica. Le truppe tedesche tuttavia furono inizialmente travolte dalla manovra a terra degli alleati (9 settembre ‘43) e solo dopo tre giorni di battaglia riuscirono a reagire.
Il contrattacco tedesco partì da Eboli e si mostrò subito pericoloso andandosi ad inserire fra i due corpi d’armata alleati che ebbero di nuovo il sopravvento per la superiorità numerica sia delle truppe a terra che delle forze aeree, nonché dell’artiglieria navale. Ciononostante la battaglia durò diversi giorni fino all’inseguimento dei perdenti (20 settembre) e al proseguimento della marcia verso Napoli (28 settembre).
Salerno festeggiò la vittoria degli alleati con sentita partecipazione e manifestazioni di piazza.
Il 27 gennaio del 1944 Salerno diventa sede del Governo, il maresciallo Badoglio forma il nuovo governo ed il 24 Aprile viene tenuta la prima riunione del Consiglio dei Ministri. Gli uffici del Governo vengono sistemati nel Pontificio Seminario, concessi dall’Arcivescovo Monterisi su richiesta del Maresciallo Badoglio, dopo aver opposto inizialmente un netto rifiuto, poi rientrato.
Salerno rimane Capitale fino al 14 luglio del 1944 ed aggiunge un’importante testimonianza storica agli eventi della città e dell’Italia.


La città di Salerno, pervasa da devastazioni, terremoti e pestilenze, lotte interne di potere, ostacoli ed egemonie di regnanti ed avventurieri, ha scritto comunque significative pagine di storia ed offerto un contributo importante alla costruzione dell’Italia, allo sviluppo delle arti e della cultura, allo sviluppo industriale ( tessilei, pastifici) e delle attività marinare.
Oggi Salerno è una città di grande interesse culturale, commerciale, marittimo, turistico e rappresenta una finestra aperta, un nodo essenziale per il collegamento dell’Europa ai Paesi del Continente Africano e di tutto il Medio Oriente.

 

 

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